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Vinitaly 2016: presentazione del libro di Maria Cristina Sarò

18 Apr 2016
Vinitaly 2016: presentazione del libro di Maria Cristina Sarò

Verona, 10 aprile 2016 – All’interno delle iniziative organizzate dal Padiglione Sicilia al Vinitaly, domenica 10 aprile si è svolta la presentazione del libro “Campanella” di Maria Cristina Sarò.

Un romanzo ambientato in Sicilia, tra Menfi il Belice e Sciacca, e che ripercorre le fasi della vendemmia e del vino come fasi processuali della vita dell’avvocato Campanella e di una comunità di viticoltori. Significative le parole, e i saluti, dell’On.le Antonello Cracolici – Assessore regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea – il quale ha voluto sottolineare l’importanza delle arti come strumento e patrimonio per poter descrivere quella che “…deve essere definita Regione siciliana, in quanto costituita da geografie ma soprattutto da Storie”.

Insieme all’autrice ne hanno discusso Donatella Cinelli Colombini, Presidente Associazione Nazionale Le Donne del Vino, che ha definito il romanzo: “Un libro bellissimo, con immagini evocative. Questa storia ha la capacità di suscitare sentimenti e valori in chi legge”. Il percorso del libro, fin dal suo esordio, è stato seguito e monitorato dalla delegata Regionale Le Donne del Vino Lilly Ferro Fazio che lo ha condiviso con tutte le socie siciliane e lo ha definito: “Una scrittura che restituisce a noi produttori, a noi donne del vino, la forza del nostro lavoro in Sicilia” . Presente anche Elena Martusciello, Presidente emerita Associazione Nazionale Le Donne del Vino, che ha seguito il libro sin dalla sua fase di progettazione.

Emozionanti le letture a cura dell’attore Vito Bartucca che ha sottolineato un’altra progettualità di questa scrittura: quella teatrale. Difatti, il romanzo diventerà uno spettacolo teatrale “Vendemmia di parole/Harvest of words” .

L’autrice ha voluto sottolineare come questa scrittura sia nata in Sicilia, e a contatto con i lavoratori de vino: “ Volevo tornare in Sicilia, tornare per raccontarla da un punto di vista diverso: il punto di vista di chi sceglie di rimanere, sceglie di lottare, aspetta il ripetersi della bellezza. Ho lavorato con gli agronomi. Ho rimesso le mani dentro alla terra per trovare le parole, e le ho trovate ma ho anche scoperto la forza di queste donne che lavorando, con dovere, hanno conquistato il loro diritto a rappresentare questa terra”. Un momento di cultura in cui il mondo delle donne e del vino hanno dimostrato di voler sostenere progetti artistici che rendano merito alla valorizzazione del mondo lavorativo e vitivinicolo.

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