Vini della Basilicata: 4 vignaiole per 4 vini

Categoria: Cultura del Vino e del cibo
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Vini della Basilicata: l’ Aglianico del Vulture è il grande vino che caratterizza la Basilicata, ma non è il solo! Quattro donne raccontano la loro esperienza e il loro amore per l’antica terra di Lucania.

Una piccola regione, ricca di foreste, di torrenti e di monti, con un’unica grande piana, che sfocia direttamente nel mar Ionio, quella del Metaponto. Nell’area nord occidentale, sovrastante i piccoli laghi di Monticchio, regna il millenario e inattivo vulcano, il Vulture. L’area è conosciuta per la produzione delle acque minerali, e non solo, qui dalle uve di aglianico, si produce uno dei più grandi vini rossi d’Italia nonché il più importante vino della Basilicata: l’Aglianico del Vulture.
Più a sud, non lontano dalla splendida Matera, città tutelata dall’Unesco e conosciuta in tutto il mondo per i suoi “sassi”, vengono coltivati anche altri vitigni. Primo su tutti il Primitivo.

L’Aglianico del Vulture e Erminia d’Angelo della Casa Vinicola D’Angelo

Erminia D'Angelo e l'Aglianico del Vulture

Erminia D’Angelo e l’Aglianico del Vulture

Aglianico del Vulture “D’Angelo”
Il vino arriva sul mercato dopo 20 mesi di affinamento in botti tradizionali, ha un color rubino abbastanza intenso, e all’olfatto presenta netti profumi di bosco. In bocca esprime tutta la sua forza, mantenendo un’armoniosa eleganza e una piacevole freschezza data dall’ampio parco tannico che si affina con gli anni.
“L’Aglianico, anzi il “mio” Aglianico del Vulture è quello che meglio mi rappresenta per la sua complessità, corposità ed eleganza. E’ un vino che ben si abbina ai prodotti tipici della nostra regione: dal suino nero lucano al baccalà con i peperoni cruschi, passando per il Pecorino di Filiano, fino ai Fagioli di Sarconi.
Un vino leale, che non tradisce mai anche dopo decenni di invecchiamento.
Se dovessi scegliere un singolo prodotto lo abbinerei all’arrosto di agnello perché il forte sapore del piatto di carne ben si coniuga alla struttura, complessità e consistenza dell’Aglianico del Vulture”.

Erminia d’Angelo della Casa Vinicola D’Angelo
L’azienda nasce negli anni 30 grazie a Rocco D’Angelo, papà di Luciano e nonno degli attuali titolari Erminia e Rocco D’Angelo. Inizialmente le uve prodotte venivano esportate, per il “taglio” dei vini, in nord Italia, ma nel 1971 con l’attribuzione della DOC l’azienda incomincia a commercializzare il vino con identità creandone la storia.
Situata tra Rionero, Barile, Rapolla e Ripacandida, nella zona più “classica” della produzione dell’Aglianico del Vulture, l’azienda conta oggi più di 40 ettari di vigneto con una produzione che si attesta intorno alle 400.000 bottiglie.

“La passione per questo lavoro mi accompagna sin da bambina, sono cresciuta in una famiglia che da quattro generazioni si dedica con passione e dedizione alla produzione e alla diffusione dell’Aglianico del Vulture in Italia e nel mondo e, il mio sogno, è sempre stato quello di diventarne parte attiva.
A 24 anni, dopo la laurea in Economia e Direzione delle Imprese presso la Luiss di Roma, sono entrata, a pieno titolo, nell’azienda di famiglia, e oggi, dopo 7 anni di attività, grazie anche al supporto di mio fratello Rocco, ho raggiunto obiettivi che ritenevo impossibili.
A seguito dell’aumento delle vendite nel mercato estero, ho avuto l’opportunità di diffondere la cultura del Vino Aglianico del Vulture in paesi come Stati Uniti, Giappone, Nord Europa che, fino a qualche anno fa, avevano scarsa conoscenza del nostro vitigno autoctono e del nostro straordinario territorio vulcanico.
Con questi viaggi ho avuto la possibilità di raccontare della mia meravigliosa terra di Basilicata, organizzando degustazioni e cene in cui ho valorizzato i vini proponendo abbinamenti con i cibi del posto.

Mio fratello ed io, uniti dalla passione tramandataci da nostro padre Lucio, abbiamo deciso nuove e soddisfacenti linee aziendali, e l’inserimento del nostro vino, nella lista “Top 100” di Wine Spectator, ne è una gratificazione.
Negli anni mi sono sempre ispirata a mia madre. E’ grazie ai suoi consigli e ai valori che mi ha trasmesso, che svolgo al meglio questo lavoro.
Spesso mi ispiro anche a questa frase, dello chef Alessandro Borghese: “Lavorare nel mondo del vino è un ottimo modo per unire piacere e dovere. Il vino è fantasia”.
Casa Vinicola D’Angelo, Via Padre Pio, 8, Rionero in Vulture (PZ)

L’Aglianico del Vulture e Carolin Martino della Casa Vinicola Armando Martino

Carol Martino e l'Aglianico del Vulture

Carol Martino e l’Aglianico del Vulture

Aglianico del Vulture “Oraziano”
Prodotto dal 100% di uve Aglianico, il vino ha un bellissimo color rosso rubino intenso, al naso è ampio e avvolgente con note speziate di liquirizia e tabacco dolce.
In bocca poi esprime tutta la sua importanza: caldo, morbido e vellutato, è pieno e persistente con un infinito retrogusto.
“Il mio vino del cuore è l’Aglianico del Vulture, vitigno e vino complesso, ma allo stesso tempo schietto…. Io lo definisco un vino paziente, perché per assaporarne ed apprezzarne al meglio le caratteristiche va bevuto con un po’ di anni di invecchiamento. Il classico lo abbino alla carne, ma gradisco anche la versione dolce e spumantizzata, in abbinamento con dolci a base di castagne, tipici lucani di cui sono ghiotta.
Mi piace berli con i miei affetti e con le mie amiche”.

Carolin Martino della Casa Vinicola Armando Martino
L’Azienda nasce negli anni ’40, da Armando Martino, che rileva dalle mani del nonno e del padre Donato la storica produzione viticola avviata alla fine dell’800. E’ in quegli anni che l’azienda subisce un’importante trasformazione passando dal commercio di uve, mosti e vini, alla coltivazione di uve, date da terreni acquisiti nell’area del Vulture, e alla vendita del vino in bottiglia.
La passione per questo prodotto, abbinata al legame col territorio, hanno portato ad una grande cultura enologica, vissuta con orgoglio da Armando e oggi anche dalla figlia Carolin.

Sono diventata sommelier prima e imprenditrice poi, perché sono cresciuta in mezzo alle botti, ai profumi dei travasi, al rumore dell’imbottigliamento e sono qui perché ho sempre visto in questo lavoro la rappresentazione del mio futuro e il sunto del sacrificio fatto dalla mia famiglia per dare identità a questa Cantina che, con il mio ingresso, conta già tre generazioni.
Man mano che proseguivo negli studi, – mi sono laureata in Economia e Direzione delle Imprese presso la Luiss di Roma -, sentivo forte il desiderio di tornare a casa per dare il mio contributo in azienda. Tornai e compresi le aspettative che gli altri riponevano in me. Da parte mia ho scoperto che, come mio padre, sto investendo tutta me stessa in questo lavoro.
Mi piace alzarmi ogni mattina sapendo di dover affrontare una nuova sfida, diversa ogni giorno, ricca di sfumature e problemi da risolvere. Del resto, cos’altro è la vita se non questo continuo inseguire gli obiettivi per raggiungere i propri sogni?
Il mondo del vino e la mia azienda mi offrono continuamente stimoli e mi danno la possibilità di soddisfare i miei sogni mantenendo il grande senso di responsabilità.
Da 9 anni sono in azienda ed ho avuto la fortuna di fare molte esperienze, in primis sono parte attiva in alcune associazioni, come le “Donne del Vino” e “Agivi”, e poi l’esperienza di Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture che mi ha dato l’opportunità di lavorare per far conoscere il nostro Aglianico del Vulture e il suo territorio.
Sono una persona a cui piace lavorare: mi riempie di felicità pensare di portare avanti l’azienda di famiglia e circondarmi di dipendenti e collaboratori di fiducia.
Una donna a cui posso ispirarmi è Pia Donata Berlucchi: ho avuto la fortuna di conoscerla, è una donna forte, positiva, carismatica e piena di energia. Adoro le persone positive, Lei per me rappresenta un esempio di vita.
Ho un motto: ‘se la strada è in salita è perché sei destinata ad arrivare in alto’.
Mi piace pensare che ogni difficoltà rappresenta solo un passaggio per il raggiungimento dei propri sogni”.
Casa Vinicola Arnando Martino – via luigi Lavista, 2/A – Rionero in Vulture

L’Aglianico del Vulture e Giovanna Patenorster dell’azienda Quarta Generazione

Giovanna Paternoster e l'Aglianico del Vulture

Giovanna Paternoster e l’Aglianico del Vulture

Aglianico del Vulture “Quarta Generazione”
La zona di produzione dell’Aglianico del Vulture, si trova a nord della Basilicata, nei pressi del Monte Vulture, l’antico vulcano spento, sulle cui pendici cresce uno dei vitigni più antichi d’Italia. Il vino è dato dal 100% di uve aglianico, vendemmiate a fine ottobre e, dopo la fermentazione, affinate per 12 mesi in botte grande e, prima di essere poste in commercio, in bottiglia. Il vino è di un bel color rosso rubino intenso, mentre all’olfatto si avvertono piacevoli frutti rossi con lontane note speziate. In bocca è rotondo, elegante, su un corpo caldo e di grande struttura. E’ un vino importante, va versato in un bicchiere ampio e degustato con reverenza.

Giovanna Paternoster dell’azienda Quarta Generazione
Il progetto “Quarta Generazione” è il frutto di una passione lunga 30 anni. Tre ettari di proprietà siti a Barile, nel cuore del terroir di produzione dell’Aglianico del Vulture, in una delle zone più storiche e alte dell’area (circa 500 m slm). E’ una start-up nata per contribuire a valorizzare ed aumentare la visibilità del vitigno sia sul territorio nazionale che internazionale; parte da 0 o quasi, è forte di qualche ettaro di proprietà, della mano di un enologo e di sinergie utili per crescere.

“Mi chiamo Giovanna Paternoster e sono cresciuta in una famiglia produttrice di vino dal 1925, in un’azienda fondata da mio bisnonno Anselmo, con mamma sommelier e papà enologo, ho da sempre respirato l’odore del mosto. Ho orientato i miei studi al marketing e alla comunicazione presso l’università IULM di Milano, con esperienze di studio all’estero, consapevole che in famiglia ci fosse già chi sa produrre del buon vino, e captando così la necessità di colmare un gap carente di expertise. Dopo una prima collaborazione con l’azienda di famiglia, ho deciso di affrontare nuove sfide in altri settori per conoscere mercati diversi, e migliorare le mie abilità. Nel 2016 decido di rientrare nel mondo del vino e riprendere la tradizione di casa, lanciando Quarta Generazione.
La mia carriera è stata “stravolta” a seguito della vendita dell’azienda di famiglia, il mio matrimonio, e il trasferimento per lavoro di mio marito dopo nemmeno un mese dalle nozze. Il tutto si è concentrato nei mesi di agosto e settembre 2016. Il fato ha voluto che nel giro di due mesi la mia realtà subisse uno scossone: tante emozioni, tutte insieme, mi hanno fatto prendere decisioni molto importanti e alla svelta che, probabilmente hanno segnato ancor di più il mio carattere. Nasce così Quarta Generazione, su un terrazzo in Liguria, ho iniziato a scrivere il mio business plan ed ho registrato il brand!
Dovendo scegliere un motto riporterei questo lucano che dice “Prendi il buono quando l’hai, perché il brutto non manca mai!
Quarta Generazione – 85022 Barile

Matera e Angela Dragone dell’Azienda Dragone

Angela Dragone e il Matera Doc

Angela Dragone e il Matera Doc

Matera DOC “Ego Sum”
Il vino nasce dal profondo sentimento di amore e rispetto per il Primitivo di Basilicata, un vitigno legato alla terre, alla storia e alle tradizioni gastronomiche di Lucania.
Il vino prodotto con il metodo classico, ha un perlage intenso e raffinato, con un bellissimo color rosa pallido. All’olfatto un piacevole bouquet, intenso e persistente, di ribes e fragolina di bosco, mentre in bocca la sua piacevole freschezza si abbina ad un corpo delicatamente fruttato. Questo vino vuole essere l’espressione nuova di una viti-vinicoltura che cambia, che si rinnova, ma che non dimentica il passato e il duro lavoro di quanti si sono dedicati a questo mestiere. Ottimo vino da aperitivo, ben si accompagna al pesce, alle verdure e alle carni bianche lavorate e presentate nella tipica tradizione lucana.

Angela Dragone dell’Azienda Dragone
L’azienda è di antiche origini, la sua nascita risale al 1882, nel territorio materano. La cantina, sita in contrada Pietrapenta, nei pressi del corso del torrente Gravina, e poco lontana dal lago di San Giuliano, oggi copre una superficie totale di circa 80 ettari, di cui 30 coltivati a vigneto. I vitigni coltivati sono il Primitivo, il Malvasia di Basilicata, il Moscato, il Merlot, il Cabernet e il Greco di Basilicata.

Amo la mia terra, e con i miei fratelli Michele ed Aldo, condividiamo questo lavoro. Io sono addetta all’accoglienza, nel punto vendita e, in loro mancanza, in cantina, da tempo aperta alle visite e alla degustazione dei prodotti aziendali abbinati ai prodotti tipici lucani.
Inoltre, vicino a noi, è possibile visitare la bellissima “Cripta del Peccato Originale”, che è la Chiesa rupestre più importante del Parco delle chiese rupestri di Matera.
Oltre al brut “Ego Sum”, adoro “Il Dono”, l’ultima etichetta prodotta dall’azienda. Si tratta di un Matera Moro DOP ed è un blend di Primitivo, Merlot e Cabernet. E oltre a questi assaporo volentieri il “Pietrapenta”, il Matera Primitivo DOP, vinificato in purezza e passato in barrique. Sono due vini di importante struttura, da abbinare a piatti succulenti e ben strutturati, caratteristici della nostra cucina materana.
Vini che vanno bevuti con chi ama assaporare un buon bicchiere di vino che non si allontana dal contesto culturale e sociale del territorio di produzione.
Per quanto riguarda il mio lavoro mi ispiro a tutte le donne che mettono l’amore e la passione in ciò che fanno, che è il nostro naturale valore aggiunto.
Vedo il vino non come lavoro ma come passione, per questo spesso mi ispiro a Charles Baudelaire con il suo pensiero: “Chi non beve vino ha qualcosa da nascondere”.
Azienda Agricola Dragone – contrada Pietrapenta– Matera

Contributi raccolti a cura di Cinzia Tosetti, giornalista e sommelier

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