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Vendemmia 2016 in Piemonte, uno splendido affresco

28 Ott 2016
Vendemmia 2016 in Piemonte, uno splendido affresco

La vendemmia 2016 in Piemonte è uno splendido affresco di emozioni ed esperienze, così raccontata dalle Donne del Vino della regione del Nord Ovest d’Italia.

Una pennellata di gialli e di rossi tra le vigne, le prime nebbie, i trifulau e i loro tabuinei boschi, qualche grappolo ancora da staccare. È la fine di ottobre e la vendemmia 2016 in Piemonte sta per concludersi: manca ancora qualche vigna di nebbiolo da Barolo. Poche, in verità. Il più è fatto. Si tenta qualche esperimento di grappoli di moscato che verranno raccolti più avanti, ghiacciati, dopo l’arrivo del primo gelo.

Dai vigneti dell’Unesco di Langhe-Roero e Monferrato all’Alessandrino (Casale, Ovada, Strevi e Gavi), dal Nord Piemonte al Dogliani e Cuneese, il coro è unanime: l’annata è stata ottima. Uva bella, sana. Nonostante qualche tribolazione in estate, tra il caldo eccessivo e la grandine. Ogni zona ha la sua storia. Abbiamo chiesto ad alcune voci femminili della nostra delegazione piemontese di raccontare la loro #vendemmia2016.

Vendemmia 2016 all'azienda Carussin

Vendemmia 2016 all’azienda Carussin

Bruna Ferro dell’azienda biologica Carussin di San Marzano Oliveto (Asti), zona di Barbera e Moscato d’Asti, ha anche dovuto allattare 4 micini abbandonati dalla mamma durante la vendemmia: “Ogni vendemmia ci lascia un messaggio – è la sua riflessione – al di là del buon andamento o meno dell’annata. La vendemmia per un contadino è il momento di raccolta non solo di fatiche, ma anche del risultato di scelte operate molti mesi prima e di cui solo in vendemmia si vedono i risultati. Il gesto non è solo portare a casa uva sana, è soprattutto un momento di valutazione globale dell’azienda, di chi vi lavora e, di conseguenza, s’inizia a “far” previsioni, materiali e non, per scelte future. Quest’anno – ricorda Bruna – il 26 luglio, una feroce grandinata ha distrutto letteralmente le vigne di molti colleghi. Le nostre vigne non sono state colpite dalla spietata grandine. Abbiamo vendemmiato uve belle e sane col cuore triste perché in vigne a 500 metri più in là vi era il nulla assoluto. I moltissimi turisti e appassionati che ci hanno visitato in questo meraviglioso autunno, hanno respirato questo: la totale assenza di controllo che abbiamo sul nostro lavoro.La vigna è un negozio a cielo aperto, diceva qualcuno: siamo nelle mani di elementi che non dipendono da noi e il nostro massimo impegno può essere distrutto in pochi minuti. A mio parere questo è un messaggio importante che il consumatore deve comprendere quando sceglie cosa bere e mangiare”.

Vendemmia 2016 da Marchesi di Barolo

Vendemmia 2016 da Marchesi di Barolo

Anna e Valentina Abbona, madre e figlia della Marchesi di Barolo, una delle storiche aziende che producono Barolo: “Ci fa piacere condividere con voi le prime considerazioni sulla vendemmia 2016 – scrivono – già in questo momento mentre le ultime uve di Nebbiolo da Barolo entrano in cantina e possiamo azzardare i primi bilanci sull’annata. L’estate non ha fatto registrare le punte di caldo torrido del 2015 e qualche pioggia in più ha rimpinguato le scorte idriche del terreno. L’uva è quindi maturata appieno e sana, seppure con qualche giorno di ritardo rispetto al 2015. Le uve bianche hanno sviluppato eleganza acida e profumi fragranti e fruttati, mentre le uve più precoci sono maturate quasi insieme. Il risultato? Un evento raro: la raccolta del Dolcetto insieme a quella delle uve Barbera, allevate in posizioni più soleggiate, un ottimo segno per quello che andremo a bere. Entrambi i vini mostrano colori molto profondi e vivi, i profumi sono già ben espressi e la potenza in bocca ne fa presagire la predisposizione alla persistenza. Le uve Nebbiolo traggono vantaggio dalla perfetta escursione termica di questo periodo: il freddo del primo mattino e il successivo alzarsi delle temperature durante il giorno, hanno fatto maturare i tannini del Nebbiolo nel modo migliore, preparando il vino a durare e migliorare, nel tempo. In conclusione, il 2016 è un’annata che ci sta portando grandi soddisfazioni, proprio quelle che ripagano l’impegno di tutti noi e il duro lavoro svolto in vigna”.

Vendemmia 2016 alla Tenuta Tenaglia

Vendemmia 2016 alla Tenuta Tenaglia

Sabine Hermann, Tenuta La Tenaglia nel Parco naturale del Santuario di Serralunga di Crea (Alessandria), origini tedesche, si è innamorata del Monferrato e del Grignolino, vitigno autoctono che Gino Veronelli definiva “l’anarchico testabalorda” per quel suo carattere spigoloso: “È stata un’annata fantastica che ci rassicura in momento in cui stiamo lanciando il Grignolino. Abbiamo vendemmiato la nostra vigna che ha oltre 50 anni. Tutti i cloni delle vigne nuove arrivano da quella vigna-madre. È un vitigno difficile da coltivare e da vinificare, ma è l’uva del mio cuore, anche se è difficile farlo uscire dai confini della Piemonte. Insieme alla rivista Merum stiamo portando avanti un progetto in tutta la Germania per raccontare questo vitigno autoctono. Bisogna spiegarlo, non basta farlo assaggiare. Io dico sempre: il Grignolino è amore a seconda vista, non è un colpo di fulmine. Subito trovi l’acidità e il tannino, poi la perfetta contraddizione tra la fragola e il pepe. Non è immediato. Il Grignolino è un po’ la mia bella sfida nei prossimi anni”.

Vendemmia 2016 a Cascina Monsignore

Vendemmia 2016 a Cascina Monsignore

Maria Teresa Ballauri, Cascina Monsignore di Vicoforte (Cuneo) nell’area del Dogliani docg, fa la vignaiola e la nonna del piccolo Bruno, figlio di Beppe e Roberta, che ha fatto la sua prima vendemmia e stando al dna (l’altro nonno è Bruno Ceretto, uno dei più conosciuti produttori di Langa) si trova bene tra i filari: “E’ stata la vendemmia più difficile degli ultimi anni. Abbiamo tirato il fiato solo quando l’uva era in cantina. Abbiamo avuto paura della grandine, degli uragani estivi, della peronospora. E’ stato impossibile per noi andare in vacanza. Bisognava esser presenti e accudire le nostre vigne che sono a 550 metri sull’altezza del mare. Agosto poi è stato un mese perfetto: da noi, non troppo caldo. Settembre un mese splendido. Vedremo cosa ci racconteranno i vini, ma in 22 anni di lavoro, posso dire che la 2016 è la vendemmia più perfetta in eleganza e in equilibrio”.

Vendemmia da 2016 da Lidia Carbonetti

Vendemmia da 2016 da Lidia Carbonetti

Lidia Carbonetti, dell’azienda Rocco di Carpeneto (Alessandria), una laurea in Matematica, dal campo della finanza milanese si è votata alla viticoltura biologica tra le colline dell’Ovada docg: “È stata un’estate caldissima. Non ha mai piovuto. È il secondo anno consecutivo di siccità. La nostra soddisfazione è che delle vigne gestite in biologico hanno tenuto bene in condizioni di sofferenza. Questa vendemmia ci ha fatto capire che abbiamo viti in buona salute. È stato un conforto e una conferma che stiamo seguendo la strada giusta. A volte anche un po’ estrema: quest’anno, non abbiamo usato neanche il rame. È stata una vendemmia anticipata soprattutto sulle vigne vecchie. Poca uva e ora in cantina abbiamo fermentazioni lunghissime. Non ho sogni di espansione produttive: produco poco e mi va bene così. Ora voglio lavorare insieme agli altri vignaioli del Consorzio per far crescere il nostro Monferrato e l’Ovada docg”.

Fiammetta Mussio
Delegazione Donne del Vino Piemonte

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