Cultura del Vino e del cibo

Magliocco, vitigno della Calabria

14 Mag 2017
Magliocco, vitigno della Calabria

Magliocco è un’importante vitigno quasi sconosciuto fuori dalla Calabria, rivalutato negli ultimi anni, presenta importanti vini da invecchiamento.

Riconosciuta come la punta dello stivale d’Italia, la Calabria è una regione montuosa, contraddistinta dall’imponente massiccio del Pollino e da quello dell’Aspromonte, ma anche collinare; uno su tutti il bellissimo altopiano della Sila. Ma è la storia che ne ha influenzato profondamente le caratteristiche: qui i Greci vi fondarono importanti colonie, e iniziarono la coltivazione della vite.
Tanti sono i vitigni coltivati sul territorio, ne ricordiamo taluni, tra quelli a bacca bianca segnaliamo il Greco Bianco, il Mantonico, il Pecorello e la Malvasia. Tra quelli a bacca rossa troviamo il Gaglioppo, il Magliocco, il Greco Nero ed il Castiglione.

Il Val di Neto IGP Rosso “Magno Megonio” e Vincenza Alessio dell’Azienda Vitivinicola Librandi Antonio e Nicodemo.

Val di Neto IGP Rosso “Magno Megonio”
Il vino è dato dalla lavorazione di uve di Magliocco prodotte nel territorio di Rocca di Neto e Casabona nell’entroterra di Strongoli tra Cirò Marina a nord e Crotone a sud. Il terreno argilloso e calcareo è ottimale per il vitigno, e la lavorazione apporta una resa per ettaro di circa 65 quintali, con la vendemmia nella prima decade di ottobre. Il vino, dopo un passaggio in barrique e un affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi, si presenta con una struttura importante che richiede un periodo ottimale di consumo che va oltre i cinque anni dalla vendemmia.
“Il Magno Megonio è un grande vino da abbinare a carni rosse, a piatti dal gusto intenso e a formaggi ben stagionati, anche forti e piccanti. Io lo abbinerei con arrosti e formaggi stagionati e lo berrei con appassionati del mondo del vino che ne amano la storia”.

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Vincenza Alessio dell’Azienda Vitivinicola Librandi Antonio e Nicodemo

L’azienda ha sede in Cirò Marina, cittadina della costa Ionica calabrese posta in prossimità di Punta Alice, promontorio sud del Golfo di Taranto. E’ un’area storica, naturalmente vocata per la cultura della vite, per la bontà del terreno argilloso, per la felice posizione geografica, a poca distanza dal mare e con le montagne della Sila alle spalle, che assicurano un’ottima escursione termica tra il giorno e la notte.
I Librandi coltivano la vite da quattro generazioni e da sempre sono tenaci sostenitori della propria terra, della sua ricchezza e di quello che ha rappresentato e rappresenta e soprattutto di quanto rappresenterà in futuro per il mondo del vino. La coltura è iniziata dalla tradizione, dal Gaglioppo, dal Greco e dalla grande quantità di varietà autoctone presenti sul territorio. La lavorazione invece è iniziata con l’alberello e con i portainnesti storicamente presenti in loco, su questi sono stati fondamentali gli insegnamenti di esperti viticoltori che hanno fondato la loro conoscenza nelle radici di secoli di storia viticola del Cirotano.
La crescita aziendale ha portato però i titolari a rivolgersi ai massimi esperti del settore viticolo ed enologico, coscienti che un minuzioso lavoro di ricerca avrebbe permesso loro di conoscere, conservare ed esaltare il proprio patrimonio viticolo. Questo è da sempre il loro obiettivo e la richiesta alla comunità scientifica.
I vini Librandi sono espressione della terra e della cultura calabrese; sono idee che hanno trovato la loro realizzazione nei propri vigneti e nella cura meticolosa che ricevono ogni giorno. I vini che ne derivano sono l’espressione di profonda personalità e riconoscibilità anche attraverso le naturali differenze delle varie annate.

Vincenza Alessio di Librandi

Vincenza Alessio di Librandi

Sono Vincenza Alessio, dal 1975 moglie di Nicodemo Librandi e con mio marito ho da sempre condiviso gli obiettivi aziendali e ho collaborato per diffondere la cultura del vino attraverso i diversi canali. Essendo insegnante, ho iniziato dedicandomi all’accoglienza di gruppi di scolaresche,poi all’accoglienza in generale: gruppi di operatori del settore, di appassionati al mondo del vino…. Successivamente mi sono attivata nel Centro Culturale dell’azienda “A Casedda”, del quale continuo ad essere responsabile. In esso vengono promosse iniziative in una sorta di interscambio con il territorio: mostre, presentazioni di libri, serate di poesia, di musica, corsi di sommelier, di cucina, convegni in sintonia con il territorio.
La filosofia aziendale è una filosofia di apertura, di ricerca, di valorizzazione del territorio.
Tante sono le esperienze vissute in tanti anni di lavoro, ricordo in particolare la ricerca dei vitigni antichi nei vigneti calabresi, una ricerca che mi ha portato in lungo e in largo per la Calabria con mio marito e il prof. Attilio Scienza. Da lì è nato uno studio di ricerca, condotto sui vitigni autoctoni, con esperti del settore che ha dato una forte svolta alla nostra azienda.
Come socia dell’Associazione “Le Donne del Vino” mi ritrovo pienamente nelle sue finalità e mi ispiro alle tante donne che in essa lavorano con passione e professionalità, aggiungendo quel tocco di femminilità che è “estetica” in senso lato.
Il mio motto è: “Ce la puoi fare”!

Vitivinicola Librandi Antonio e Nicodemo, Strada Statale 106 – Contrada San Gennaro Cirò Marina (KR)

Contributo a cura di Cinzia Tosetti, giornalista e sommelier

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