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God save the wine: storie di donne del vino

29 Lug 2016
God save the wine: storie di donne del vino

Storie di donne del vino all’evento God Save the Wine a Firenze sulla terrazza panoramica dell’Hotel Baglioni, circondati da monumenti come la cupola del Brunelleschi e San Lorenzo

Belle donne, belle nei loro abiti estivi ornati dalla passione per il loro lavoro, per quel vino dentro il quale vi si ritrovano valori e storie da far assaggiare e raccontare al pubblico di God Save the Wine il 21 luglio scorso nello scenario che avvolge la terrazza dell’Hotel Baglioni, circondata dalla cupola del Brunelleschi, di San Lorenzo e di Santa Maria Novella. Una passione vissuta e alimentata ogni giorno attraverso un lavoro per alcune di loro ereditato e per altre incontrato per caso. Storie giovani come quella di Antonella Manuli e di Claudia del Duca o con secoli di viticoltura alle spalle come quella di Maria Giulia Frova e Serena Contini Bonacossi.

Per queste donne del vino il loro hobby è il lavoro, anche perché non c’è tempo per altro affermano in coro, il loro modo di ricaricarsi camminare tra le vigne ed una matrice comune la toscanità come filosofia di vita. Come per Antonella d’Isanto, che a nove anni aveva già deciso di lasciare la Sicilia per vivere a Firenze, e la cucina ritenuta un elemento di condivisione unico al mondo e di espressione come per Diana Lenzi. Vite piene di impegni tra le vigne, la cantina, i viaggi in giro per il mondo; vite faticose tra lavoro e famiglia ma tutte dedicate ad un sogno.

Antonella Manuli della fattoria La Maliosa

Antonella Manuli della fattoria La Maliosa

Antonella Manuli della Fattoria La Maliosa a Manciano in provincia di Grosseto, arrivò alle Terme di Saturnia e vi rimase per dieci anni a fare l’amministratore delegato. Intanto la Maremma metteva radici nel suo cuore con la sua storia, cultura e civiltà tanto da far nascere il sogno di realizzare un progetto sulla sostenibilità che valorizzasse la natura, l’ambiente incontaminato partendo dalle antiche coltivazioni di vigne e olivi per ricostituire un ecosistema agricolo compatibile con l’ambiente per produzioni biologiche e biodinamiche. E’ così che oggi ha sei ettari vigneto e tanti olivi per un olio tra i più premiati d’Italia.

Claudia del Duca dell'azienda agricola Marcampo

Claudia del Duca dell’azienda agricola Marcampo

Claudia del Duca ha soli trent’anni e la sua azienda è ancora più giovane, la prima vendemmia è il 2009. La vigna l’ha voluta suo padre per produrre il vino per il loro ristorante a Volterra, intanto Claudia lasciava spazio al suo sogno: imparare le lingue straniere. Iniziò a fare da interprete per suo padre quando andava all’estero per promuovere la loro produzione di Sangiovese e Merlot, e un Aleatico, un vitigno che arriva dagli Etruschi che a Volterra hanno lasciato importanti testimonianze. Oggi, il sogno si è moltiplicato, Claudia non vede mondo migliore per lei di quello del vino usando le lingue straniere per raccontare la sua giovane produzione.

Diana Lenzi di Fattoria di Petroio

Diana Lenzi di Fattoria di Petroio

Giovanissima anche Diana Lenzi, che ha già rivestito la carica di Delegata toscana, il suo sogno di bambina era fare la ballerina, oggi ‘danza’ tra le vigne con il suo cane. Come dice lei ‘sono nata nel lavabo di pietra di Petroio’, dopo tanti avanti e indietro tra Roma e la Toscana, per portare avanti l’università, il suo lavoro di chef e la vita famigliare, oggi vive stabilmente a Petroio, ‘danza’ tra le vigne con il suo amato cane e presto realizzerà il suo sogno di coniugare il mondo del vino e quello della cucina con un piccolo ristorante in fattoria ed un grande orto e frutteto con varietà antiche legati ad un progetto sociale, sì perché per Diana la cucina è convivialità ed è condivisione.

Maria Giulia Frova di Tenuta Il Corno

Maria Giulia Frova di Tenuta Il Corno

Lo stesso vale anche per Maria Giulia Frova della tenuta il Corno, dove il vino si fa dal 1200. Nel vino afferma ‘ci nacqui’, è un destino genetico, un virus senza antidoto anzi rincalzato anche dalla passione per la cucina e per ciò che essa rappresenta, come le ha insegnato sua nonna, la quale le ripeteva sempre ‘tu sei ciò che mangi’ ed è concentrata su ciò che fa bene e poi condividere lo stesso cibo fa sentire fratelli e tu che prepari sei padre di ciò che metti in tavola. Eclettica e vulcanica, dopo anni a fare l’architetto e il disegnatore industriale a Milano, innamorata del genio di Leonardo da Vinci è tornata nel ‘feudo’ di famiglia perché per lei la Toscana è il posto più bello del mondo. Arriva alle riunioni con i biscottini appena sfornati, e a God Save the Wine mentre parliamo della sua grande passione per la cucina e che per regalarsi un momento di quiete si concede un pranzo dallo Zazzeri in inverno e una passeggiata sulla spiaggia, ha trovato il modo di scambiarsi con Antonella Manuli due caprette per un ciuco maremmano!

Serena Contini Bonacossi di Tenuta di Capezzana

Serena Contini Bonacossi di Tenuta di Capezzana

Storia da condividere anche da Serena Contini Bonacossi, cresciuta nella Tenuta di Capezzana, laureata in etruscologia, si è trovata a raccontare di Etruschi e di vino giovanissima, coinvolta da un’altra Donna del Vino, la zia Beatrice. Da allora il vino per Serena è divenuta una passione e tra i suoi studi e la sua vita in giro per il mondo a vendere il vino che nella tenuta si produce da secoli, ha trovato un punto in comune: Capezzana è stata molto matriarcale con la nonna Lisa a guidare la numerosa famiglia come lo erano gli Etruschi che in quella zona tanto vi hanno risieduto, nel suo futuro continua a credere che il racconto della storia della loro famiglia attraverso i vini rappresenti per lei ogni giorno una grande gioia, quasi quanto quella di dedicarsi al suo hobby preferito: le sue bambine.

Laura Bucci, responsabile comunicazione Cristalleria italiana

Laura Bucci, responsabile comunicazione Cristalleria italiana

La famiglia, alla fine emerge anche in Laura Bucci, le chiedi di lei e ti parla del suo lavoro, con entusiasmo racconta come una giovane ragazza laureata in lingue, è riuscita a farsi largo in un azienda in cui negli anni novanta alle donne non erano riservati posti strategici. Oggi si occupa della comunicazione e il mondo del vino è il suo banco di prova, chi meglio dei produttori sanno in quale bicchiere il loro vino racconta il meglio di sé! Poi, piano piano, arriva la famiglia: il marito Stefano conosciuto nel mondo del basket e i figli, Niccolò giocatore di basket e Giulia alla quale spera di trasmettere la sua passione per il teatro fino a poco tempo fa condivisa con la madre, la sua passione per le letture in inglese, quella per la cucina, soprattutto per la pasta, per il vino – è anche sommelier – e per le letture in inglese, per le passeggiate in montagna che le fanno tornare la mentre limpida come un cristallo.

Antonella d'Isanto presidente Donne del Vino Toscana

Antonella d’Isanto presidente Donne del Vino Toscana

Antonella d’Isanto, la Delegata delle Donne del Vino della Toscana, è una siciliana naturalizzata toscana, dopo una vita come consulente del lavoro ha iniziato a seguire la fattoria di famiglia. Anima della azienda i Balzini a Barberino Val d’Elsa, è una forza della natura che trova energia dalle passeggiate nelle sue vigne e crede che il vino e il cibo debbano andare in giro sempre per mano. Un grande vino se abbinato al cibo giusto riesce a esprimere ancora di più le sue caratteristiche e così la sua fattoria è sempre invasa non solo dai profumi del vino ma anche da quello di cibi stuzzicanti. Colleziona vetri rossi di Murano, collane con l’effige dell’azienda, il suo sogno è vivere a Firenze, lo ha deciso a nove anni, quando alle elementari scoprì Giotto e Cimabue. Giovanissima si trasferì e cercò lavoro, oggi soddisfatta afferma che non ha sogni perché con la sua vitalità ogni giorno lavora per la loro realizzazione anche se la soddisfazione che le si legge in volto quando parla delle Donne del Vino, dei loro programmi e delle nuove socie ha proprio l’espressione di chi sta lavorando per coronare un sogno: nuove socie, delegazione attiva e sempre più riconosciuta a livello istituzionale.

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