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Donne del vino e solidarietà

17 Giu 2016
Donne del vino e solidarietà

Storie di Donne del Vino e di passione per un lavoro che storicamente è fatto dagli uomini e che le donne stanno trasformando anche con l’attenzione ai bisogni altrui

Donne del vino e solidarietà - Piemonte 3 stelle per una stella

Donne del vino e solidarietà – Piemonte 3 stelle per una stella

Di Donatella Cinelli Colombini articolo per “Etruria Lions
L’associazione Le Donne del Vino è nata nel 1988 a opera di Elisabetta Tognana e riunisce circa 700 produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier, giornaliste e esperte di tutta Italia. E’ il più numeroso e attivo sodalizio femminile sul vino esistente al mondo e forse anche quello che ha fatto maggiormente progredire il ruolo femminile nel proprio ambito produttivo. Infatti, benché le donne dirigano il 28% delle aziende agricole italiane, solo nel settore vino hanno ormai una visibilità e un’autorevolezza unanimemente riconosciute.
Le Donne del vino hanno lo scopo di promuovere la cultura del vino, il consumo responsabile e il ruolo delle donne nella società e nel lavoro enologico. Le socie sono divise in Delegazioni regionali e organizzano iniziative locali e nazionali. Queste ultime si concentrano a Verona durante Vinitaly ma c’è anche la Festa delle Donne del vino che in futuro diventerà il momento clou. La festa è

tre stelle per una stella Donne del vino del Piemonte cena benefica

tre stelle per una stella Donne del vino del Piemonte cena benefica

avvenuta per la prima volta in Toscana, lo scorso 5 marzo in forma sperimentale, e si ripeterà ogni anno il sabato precedente all’8 marzo in tutti i luoghi del vino delle donne d’Italia. Si tratta dunque di un evento diffuso con una regia unitaria ed ha lo scopo di collegare chi produce o somministra i vini di qualità con il pubblico, sempre più numeroso, delle wine lovers, cioè delle donne intenditrici che fanno del vino un elemento di socializzazione e di cultura della buona tavola.
La solidarietà è sempre stata fra i temi principali degli incontri delle Donne del vino, specialmente a livello regionale. Fra le tante iniziative ne ho scelte tre fra le più recenti e capaci di dare un’idea precisa dell’impegno femminile nei confronti di chi è in difficoltà.
La prima si è svolta in Piemonte e mostra come le Donne del vino riescano a coinvolgere le migliori forze di un intero territorio per uno scopo benefico. In questo caso si trattava di onorare la memoria di Maria Luisa Fassi, la tabaccaia e chef astigiana uccisa a coltellate durante una rapina nel luglio

Solidarietà e Donne del vino toscane e Tacco Ovale rugby

Solidarietà e Donne del vino toscane e Tacco Ovale rugby

2015. Il 14 dicembre nella Scuola alberghiera di Asti è stata organizzata una cena con i vini delle Donne del vino guidate da Francesca Poggio. Il ricavato è stato poi donato all’Ospedale Cardinal Massaja di Asti, per l’acquisto di un apparecchio portatile per le diagnosi cardiologiche. Intorno all’iniziativa si è sviluppata quasi una gara di solidarietà. Antonio Guarene ha disegnato l’etichetta e 3 chef stellati hanno preparato le pietanze: Mariuccia Ferrero (ristorante San Marco di Canelli), Walter Ferretto (Il Cascinanalenuovo di Isola d’Asti) e Massimiliano Musso (Vittoria di Tigliole).
Altra regione e altro progetto, in questo caso si tratta delle Donne del vino della Toscana guidate da Antonella d’Isanto. Il 21 maggio 2016 la palla ovale è stato lo strumento di solidarietà che ha riunito le atlete rugbiste del “Tacco ovale” – Florentia Rugby, le Donne del vino della Toscana e tre chef appassionati sportivi per una cena a sostegno del centro antiviolenza Artemisia.
“Il terzo tempo è servito” come dire il momento più solidale e autenticamente sportivo del rugby vissuto a tavola per contrastare, uniti, la violenza contro le donne <<lo sport difende la violenza offende>>. Un messaggio buono sotto ogni punto di vista, un messaggio che ha convinto anche Leonardo Pieraccioni a partecipare. Paolo Gori – Da Burde, Filippo Saporito- La leggenda dei Frati, Salvatore Toscano – Osteria Mangiando mangiando hanno preparato una cena di alta cucina in abbinamento con i grandi vini delle Donne della Toscana.

Campanella Maria Cristina Sarò

Campanella Maria Cristina Sarò

L’ultimo esempio ci proietta in uno scenario completamente diverso e su problematiche completamente diverse. Si tratta delle Donne del vino siciliane e della criminalità organizzata che attacca anche le vigne. Ecco che la delegazione regionale ha sostenuto le presentazioni del libro “Campanella” di Maria Cristina Sarò. Un romanzo a tinte forti, ambientato in Sicilia, tra Menfi il Belice e Sciacca, che ripercorre una storia di violenza e di processi con l’avvocato Campanella che lotta in memoria della sua donna e per la comunità dei viticoltori contro le logiche delle cosche. <<Una scrittura che restituisce a noi produttori, a noi donne del vino, la forza del nostro lavoro in Sicilia>> ha detto la delegata regionale Lilly Ferro Fazio durante la presentazione avvenuta a Vinitaly. Il romanzo diventerà uno spettacolo teatrale “Vendemmia di parole/Harvest of words”. L’autrice Maria Cristina Sarò ha voluto sottolineare come il suo racconto sia nato in Sicilia, a contatto con chi produce vino <<ho lavorato con gli agronomi. Ho rimesso le mani dentro alla terra per trovare le parole, le ho trovate ma ho anche scoperto la forza di queste donne che lavorando, con dovere, hanno conquistato il loro diritto a rappresentare questa terra>>.

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