Cultura del Vino e del cibo

4 donne e un grande vino: il Montepulciano d’Abruzzo

21 Feb 2017
4 donne e un grande vino: il Montepulciano d’Abruzzo

Il Montepulciano d’Abruzzo è un vino simbolo dell’Abruzzo, qui raccontato da quattro Donne del Vino e produttrici di questo bellissimo territorio italiano.

Un grande territorio quello abruzzese, ricco di storia, di identità, e di diversità, che ha permesso a molti vitigni di esprimere il loro profondo carattere. Tra questi il Montepulciano d’Abruzzo un vino importante e nobile che richiede altrettanta nobiltà nel piatto, con carni rosse e formaggi di media e lunga stagionatura.

Il vitigno principe dell’Abruzzo è il Montepulciano, quattro produttrici lo presentano, raccontando come l’amore per questo vitigno e per il territorio abruzzese ha condizionato e cambiato la loro vita di giovani imprenditrici. Un vitigno importante, che restituisce grande soddisfazione alle produttrici che vi hanno creduto.

Montepulciano d’Abruzzo e Marina Cvetic dell’Azienda Masciarelli

Montepulciano d’Abruzzo DOC “Marina Cvetic”
Grazie al sogno di Gianni Masciarelli, il Montepulciano Marina Cvetic è diventato uno dei vini aziendali più riconosciuti ed apprezzati all’estero. Il vino è dato dall’assemblaggio di uve Montepulciano d’Abruzzo in purezza, provenienti da terreni ricchi di acqua e di fonti sorgive, a ridosso di boschi naturali. E’ lavorato in acciaio, poi passa in barriques e si raffina in bottiglia per 12 mesi. Ne deriva un prodotto importante e unico, ottimo se abbinato con degli agnolotti gratinati e ripieni d’agnello, filetto di manzo con tartufo nero, e carni alla brace.

Marina Cvetic dell'azienda Masciarelli

Marina Cvetic dell’azienda Masciarelli

Marina Cvetic dell’Azienda Masciarelli 
Un’azienda giovane nata nel 1981 da Gianni Masciarelli, che ha fatto di una passione una grande attività produttiva. Le iniziali 2.000 bottiglie, frutto della sua esperienza in Francia crescono, supportate da una innovativa lavorazione della vigna (che passa dai 2,5 ettari agli attuali 300) e dall’alta tecnologia in cantina, e giungono fino ai 2.500.000 di oggi, che vengono esportata in oltre 50 paesi.
La strada intrapresa da Gianni è cresciuta nella Masciarelli Tenute Agricole e continua grazie alla caparbietà e alla tenacia di Marina Cvetic, donna di stile e figura di riferimento dell’azienda.

Sono nata a Belgrado e ho vissuto la mia giovinezza tra Croazia, Austria e Germania. Sono state precoci esperienze che mi hanno lasciato un imprinting molto forte, nella propensione al viaggio, alla curiosità intellettuale e al dialogo con le altre culture. Nel 1987 ho incontrato Gianni Masciarelli: da quel momento, nasce un legame privato e professionale di straordinaria intensità, coronato dal matrimonio e dalla nascita di tre figli – Miriam, Chiara e Amedeo – oltreché da numerosi successi professionali condivisi.
Sono abituata, sin da bambina, a respirare l’aria e la filosofia del vino grazie a mio nonno piccolo produttore, e dopo il matrimonio, nel 1991, Gianni mi omaggia con una linea che porta il mio nome: Marina Cvetic, appunto.
Negli anni ho vinto premi e ricevuto apprezzamenti, tra cui Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica nel 2011 e Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 2013, e il premio all’Umanità “Madre Teresa di Calcutta” 2013 conferito dal Memorial House di Madre Teresa, Skopje, Macedonia.
Recentemente mi sono dedicata alla progettazione del restauro conservativo del Palazzo Baronale di Semivicoli, residenza del XVII secolo immersa nei nostri vigneti; sarà il punto di riferimento per la promozione e la diffusione di una cultura dell’enoturismo e del viaggio in Abruzzo.

Il mio motto? “Terra, vigne e cielo sono terapia di vita”.
Azienda Vitivinicola Masciarelli – via Gamberale, 1 – San Martino sulla Maruccina

Montepulciano d’Abruzzo e Valentina di Camillo della Tenuta I Fauri

Montepulciano d’Abruzzo DOC “Ottobre Rosso”
“Ottobre Rosso” è il vino più rappresentativo dell’azienda. Vinificato e affinato nelle sole vasche di cemento, il prodotto preserva la tradizionalità sia del vitigno che della lavorazione. Il vino è di un bel rosso rubino con riflessi violacei, mentre il profumo, ricco di frutti rossi, lascia emergere la chiara nota dell’amarena. In bocca è armonioso, ricco di frutto, di buona e naturale alcolicità e secco, grazie alla freschezza dell’ampio parco tannico. Per questo si abbina ai primi piatti e alle carni morbide di grassezza.

Valentina di Camillo della Tenuta I Fauri

Valentina di Camillo della Tenuta I Fauri

Valentina di Camillo della Tenuta I Fauri 
Circa 35 ettari di vigneto, siti nelle colline Teatine, tra la costa Adriatica e l’imponente massiccio della Maiella. Qui Valentina e Domenico Di Camillo lavorano i vitigni principalmente autoctoni presentando più linee e diversificati prodotti, oggi arrivati a circa 180.000 bottiglie tra cui anche uno spumante.
“Sono abruzzese (teatina), amo il giallo, un po’ meno l’ordine, i numeri dispari, odio la simmetria e non distinguo la destra dalla sinistra. Testarda, Scorpione e juventina.
Dopo il liceo, scelgo gli studi di Chimica e Tecnologia Farmaceutica all’Università d’Annunzio di Chieti, arriva la laurea con una tesi nel Dipartimento di Scienze del Farmaco e l’abilitazione alla professione di farmacista. L’obiettivo, era diventare ricercatrice per l’industria farmaceutica.
Contestualmente frequento il Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara, e conseguo il diploma di Pianoforte Principale. Pane, scienza, matematica e musica classica riempiono le mie giornate di ventenne impacciata e introversa.
Al via con i colloqui, uno dopo l’altro. Il sì arriva ma, in quel momento realizzo che, dopo anni nei laboratori tra provette, colture di agar agar e camici bianchi, il mestiere di famiglia bussa alla porta.
Ricomincio gli studi di Enologia e Viticoltura presso la facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Teramo e mi laureo con una tesi sulla condizione socio-economica delle aziende vitivinicole abruzzesi. Mi ritrovo giovane enologa, piena di dubbi e domande, in mezzo ad un mondo del vino pieno di uomini strasicuri, diffidenti e impenetrabili.
Ex delegata per l’Abruzzo dell’Associazione Nazionale Donne del Vino, socio ONAV, oggi anche consigliere (e unica donna) nel C.A. del Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo. Da più di dieci anni ormai vivo a tempo pieno l’azienda di famiglia Tenuta i Fauri, mi occupo della commercializzazione, del marketing e della comunicazione.
Oggi sono un po’ meno timida, un po’ meno taciturna, e preferisco un bicchiere di vino ad un’equazione di secondo grado. Ah dimenticavo…., sono felice”.
Tenuta I Fauri – strada corta, 3 – Chieti 

Montepulciano d’Abruzzo e Katia Masci dell’Azienda Valle Martello

Villamagna DOC Riserva “I Due Archi”
Il vino è un Montepulciano d’Abruzzo in purezza, col bel colore rosso rubino intenso, si apre all’olfatto con profumi di ciliegia e frutti rossi, che tendono alla confettura, e intense note speziate. Il corpo è morbido, persistente, vellutato, dove le note di amarena e prugna dominano sui piacevoli sentori di vaniglia. E’ un vino di grande struttura, si abbina agli arrosti di carne, ai salumi e ai formaggi stagionati.

Katia Masci dell'Azienda Valle Martello

Katia Masci dell’Azienda Valle Martello

Katia Masci dell’Azienda Valle Martello
Valle Martello nasce nel dopoguerra, da Don Peppino. La passione per la vigna e per il territorio viene tramandata dal padre ai figli che con amore si dedicano all’azienda accrescendone l’estensione dei vigneti, la qualità del prodotto e l’immagine aziendale. Dal 2000 sono i nipoti a gestire l’eredità di famiglia, coltivando uve autoctone nel rispetto del territorio e nella fierezza di perpetuare un lavoro importante e di grande responsabilità.

“È stata la nostalgia della vista sconfinata dei vigneti a riportarmi nella mia terra, a Villamagna. Dopo la Laurea in Lingue e una borsa di studio in America, dove ho vissuto per 3 anni, studiando e insegnando Italiano in un College di Boston, ho sentito forte l’esigenza di ritornare in quel piccolo paese ai piedi della Majella e occuparmi dell’azienda di famiglia.
Scelta inconsapevole e incomprensibile, – avevo 27 anni -, ma oggi, quando guardo i filari di Montepulciano d’Abruzzo, e quando vedo le nostre bottiglie di vino nei liquor store americani, nei ristoranti ed enoteche in Cina e Australia, penso che sia stata la scelta giusta. Tutto ciò mi ripaga di quindici anni di viaggi, di fiere, di degustazioni, passati a parlare di Abruzzo e dei nostri vini.

Nella mia mente risuonavano le parole dei nonni, persone molto importanti nella mia vita e capostipiti dell’azienda Valle Martello, che mi raccontavano di quanti sacrifici avessero fatto per acquistare i primi vigneti. E noi, dico noi, perché siamo cinque cugini che lavorano insieme, non potevamo deluderli abbandonando i vigneti.

Il nostro impegno è andato oltre, per amore di Villamagna e per la convinzione che questo sia un paese realmente vocato alla viticoltura, abbiamo lottato per il riconoscimento di una Doc territoriale: la Villamagna DOC.
Ecco un’altra sfida che mi appassiona, che mi spinge a continuare a parlare del vino, dell’azienda Valle Martello, dei vigneti che la circondano, di come un territorio possa essere insieme espressione di vita, lavoro, passione e della famiglia.

Mi è sempre piaciuto intraprendere nuove sfide, anche andando in controtendenza. Ho voluto fortemente insieme agli altri che al Montepulciano d’Abruzzo villamagnese venisse riconosciuto uno status di eccellenza in Abruzzo. È solo l’inizio di un’altra avventura.
Il mio viaggio per il mondo riparte, ora, per parlare di Villamagna Doc .
Valle Martello – contrada Valle Martello, 5 – Villamagna

Montepulciano d’Abruzzo e Ilaria D’Eusanio dell’Azienda Chiusa Grande

Montepulciano D’Abruzzo DOC “Perla Nera”
Le uve provengono da un vigneto di circa 30 anni, coltivato secondo i principi di viticoltura biologica e invecchiato in barrique per 18 mesi. Il vino che ne deriva ha un color rosso rubino intenso con lievi riflessi granati, mentre all’olfatto si avvertono i sapori dei frutti rossi e maturi, su belle note di cioccolato e pepe nero. In bocca si avverte morbidezza e freschezza, su un corpo intenso e persistente. E’ un vino di forte temperamento, quasi da meditazione, si può abbinare a carni rosse e cacciagione e formaggi stagionati e piccanti.

Ilaria D'Eusanio e famiglia dell'Azienda Chiusa Grande

Ilaria D’Eusanio e famiglia dell’Azienda Chiusa Grande

Ilaria D’Eusanio dell’Azienda Chiusa Grande
La cantina, fortemente voluta da Franco D’Eusanio, ha una storia recente, ma è dotata di tutti i crismi per crescere e diventare una grande realtà. Dottore in Scienze Agrarie, D’Eusanio è, da sempre, un forte sostenitore della “filosofia bio”, convinto che si si possa fare un vino buono avendo cura del benessere psicofisico di chi beve. Su circa 65 ettari di vigneto, una realtà tra le più certificate d’Europa, vengono coltivati vitigni autoctoni come il Montepulciano e il Trebbiano d’Abruzzo, ma anche internazionali come il Sauvignon, Pinot Bianco, Chardonnay, Tocai, Malvasia Toscana, Merlot e Cabernet Sauvignon.
“Sono entrata a far parte del team di Chiusa Grande giovanissima, quasi otto anni fa e prima di terminare gli studi universitari. La mia voglia di indipendenza e di imparare sempre cose nuove mi ha portata a fare questa scelta precoce. Certo, all’inizio ho avuto diverse difficoltà, però i nostri collaboratori mi hanno e mi supportano ed indirizzano sempre sulla strada giusta.
In azienda mi occupo principalmente di amministrazione, quindi tutto quello che riguarda i clienti, ma la gran parte delle mie energie, insieme a mio fratello Rocco, la spendo dietro ai “folli” progetti di mio padre, Franco D’Eusanio. Lui è conosciuto per la “Vinosophia”, cioè per trasformare le emozioni in sensazioni organolettiche. È un vulcano di idee in continua eruzione. È un visionario ed a noi spetta il compito di frenarlo, a volte, oppure di sostenerlo nel portare a compimento le sue singolari proposte, che si confermano perlopiù vincenti.
In azienda ho potenziato gli aspetti relativi alla comunicazione. Così ci siamo aperti ai social media, abbiamo effettuato un restyling delle etichette e di alcune linee, come l’ultima nata, la “Vinosophia”. Abbiamo portato una ventata di freschezza ed innovazione, con la speranza di avvicinare anche una fascia più giovane di consumatori, che sembra sempre più appassionata al mondo del vino.
Il lavoro assorbe quasi tutto il mio tempo. Quando non lavoro, ovvero nel weekend, mi piace staccare completamente. Adoro viaggiare, fare shopping e da quasi un anno mi dedico alla kickboxing,che pratico almeno una volta a settimana e mi aiuta a scaricare tutto lo stress”.
Azienda Chiusa Grande, contrada Casali, Nocciano

Contributi raccolti a cura di Cinzia Tosetti, giornalista e sommelier

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